Nazionale il modo di fare Blonde Ale del birrificio Baladin

La storia di Baladin è la storia di un birrificio assolutamente visionario, che ha dapprima contribuito ad accendere la scintilla della birra artigianale in Italia e poi ha segnato strade e tendenze per il futuro sviluppo di tutto il settore.

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Il merito è da ascrivere alla mente geniale del suo fondatore, Teo Musso, che ha rivoluzionato più volte il concetto stesso di birra. Tra le sue tante idee deflagranti va sicuramente segnalata quella di creare la prima birra artigianale 100% italiana, cioè realizzata con materie prime totalmente provenienti dalla nostra nazione. Un obiettivo che oggi sembra semplice e raggiungibile senza sforzi eccessivi, ma che appariva folle solo cinque anni fa. Invece Teo Musso ha sempre cullato il sogno di un prodotto del genere, che è riuscito a concretizzare nel settembre del 2011 con la Nazionale: la prima birra totalmente italiana. Da quel momento si è aperta una nuova, importante, parentesi per tutto il comparto della birra artigianale in Italia.

Baladin Nazionale: i primi passi

La storia della genesi della Nazionale è lunga e avvincente perché racconta di un percorso ambizioso e cominciato diversi anni fa. Il primo passo può essere fatto risalire al 2006, quando Baladin iniziò a Piozzo (CN) una coltivazione sperimentale di orzo da maltare grazie al progetto della “Filiera Moralmente Controllata”. Dall’anno successivo spostò la coltivazione in Basilicata per le caratteristiche del terreno e climatiche del luogo, aumentandola considerevolmente: 10 ettari nel 2007, 25 nel 2009, 68 nel 2011 mentre ad oggi si superano i 400 ettari (considerando anche i terreni coltivati bio nelle Marche). Nel frattempo i 4 ettari disponibili a Piozzo furono convertiti nella coltivazione di altri cereali utilizzati crudi.

Il passaggio chiave per la nascita della Nazionale fu però la disponibilità di luppolo autoprodotto. Nel 2008, grazie alla collaborazione con l’Istituto Agrario di Cussanio, Baladin cominciò la prima coltivazione di luppolo in Italia in quantità sufficienti per una produzione rilevante di birra. Furono piantate 600 piante della varietà Hallertau Mittelfrüh, a cui si aggiunse nel 2016 un ettaro destinato a luppolo prevalentemente della varietà Cascade. Considerata la disponibilità degli altri due ingredienti base:

  1. il lievito, il cui ceppo fu isolato e riprodotto da Teo Musso già alla fine degli anni ‘90
  2. l’acqua locale.

Un sogno realizzabile

Tre anni dopo l’inizio della coltivazione di luppolo piemontese, la Nazionale vide la luce: fu creata sul modello delle Blonde Ale, classiche birre del Belgio facili da bere ma dal profilo aromatico incisivo. Nelle intenzioni di Baladin c’era però l’idea di variare la ricetta nel tempo, attendendo la disponibilità di luppolo realmente caratterizzante prima di renderlo protagonista della birra. Considerato che questo obiettivo sarebbe stato raggiunto solo dopo qualche anno, la prima fase della Nazionale fu contraddistinta dal contributo del lievito: un ceppo recuperato da una distilleria di whisky capace di ricordare i lieviti delle classiche birre belghe, ma con qualche differenza intrigante come una leggera sfumatura di mandorla.

La Nazionale è da tempo entrata nella sua seconda fase, cioè quella in cui l’apporto del luppolo ha acquistato importanza e si divide il palcoscenico con il lievito. Le varietà utilizzate sono Magnum per l’amaro e Hallertau Mittelfrüh e Cascade per l’aroma. Vale la pena sottolineare che quest’ultimo, rispetto alla controparte originaria degli Stati Uniti, presenta una peculiare nota pepata grazie alle caratteristiche del terreno in cui è coltivato. Infine la ricetta prevede anche una ridottissima aggiunta di scorze di agrumi e coriandolo, entrambi ovviamente coltivati in Italia, che servono per arricchire il ventaglio aromatico.

Baladin Nazionale: ed è solo l’inizio

La nascita della Nazionale ha permesso a Baladin di estendere lo stesso concetto di birra 100% italiana ad altri prodotti della casa. Ad esempio nell’aprile del 2019 è nata Italian Alley, una Blonde Ale che può essere considerata la sorella minore (anche in termini di contenuto alcolico) della Nazionale. Questa birra è stata realizzata per il progetto di locali a marchio Baladin aperti nello stesso periodo a Londra, all’interno del mercato di Camden Town. L’obiettivo è di portare anche fuori dai confini nazionali il concetto di italianità con una birra 100% italiana.

L’obiettivo di Teo Musso è di convertire tutta la gamma al 100% italiano (dal 2019 anche la storica blanche, Isaac, usa esclusivamente materia prima nazionale).

Oggi la Nazionale è una birra matura, solida e ricca di italianità. Come le migliori Blonde Ale è facilissima da bere, ma anche contraddistinta da un carattere deciso e unico. Ma soprattutto la Nazionale può essere considerata una birra-messaggio, un prodotto visionario e rivoluzionario, che ha realizzato un sogno che sembrava impossibile solo fino a qualche anno fa. Se oggi nell’ambiente si parla di filiera italiana della birra, se si sono moltiplicati i progetti di coltivazione e lavorazione del luppolo, è perché in tempi non sospetti Teo Musso è stato rapito da un’idea folle ma assolutamente straordinaria.


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