Che cosa si intende per birre speziate?

Con l’espressione spiced beer si indicano birre prodotte con l’aggiunta di spezie, erbe aromatiche o più in generale con ingredienti speciali. A differenza di ciò che potrebbe pensare chi muove i primi passi nella cultura brassicola internazionale, le birre speziate non rappresentano rarità o minuscole nicchie produttive, ma al contrario sono estremamente diffuse tra i birrifici di tutto il mondo. Possiamo anzi affermare che le prime ancestrali incarnazioni della nostra bevanda appartenevano a questa tipologia e l’attuale idea di birra, quella cioè realizzata solo con acqua, malto, luppolo e lievito, non è che l’evoluzione di un prodotto che fino a poco tempo fa prevedeva “per definizione” l’impiego di numerose materie prime, comprese spezie ed erbe.

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Dalle spezie al luppolo

Tale consuetudine si è diffusa per diverse ragioni, non ultime quelle di matrice organolettica: l’impiego di spezie infatti permette di aggiungere aromaticità a una birra, nonché di bilanciare la componente dolce proveniente dai cereali. Dal mix di spezie ed erbe diffusamente utilizzato in passato si è poi consolidato l’uso del luppolo, sia per ragioni gustative (aroma e amaro), sia per la sua capacità di fungere da conservante naturale. Quindi anche nel concetto moderno e più conosciuto di birra sono presenti aspetti delle spiced beer.

Viaggio tra le birre speziate

Il Belgio

Che le birre speziate siano diffuse più di quanto si pensi è confermato dai tanti stili con “aggiunte” previsti dal patrimonio brassicolo internazionale. In questo senso la scuola di riferimento è senza dubbio quella belga, poiché i birrai locali sono soliti impiegare diversi ingredienti speciali nelle loro birre. Le Blanche, birre di frumento tipiche del Belgio, rappresentano forse l’esempio più lampante: per definizione sono realizzate con il ricorso a coriandolo e scorza d’arancia amara, capaci di fornire un profilo aromatico sicuramente peculiare.

Le Saison rappresentano un altro stile fondamentale per la cultura del Belgio: sebbene un filone produttivo non preveda l’aggiunta di spezie, resiste ancora la visione più tradizionale della tipologia, quella realizzata cioè con cereali alternativi e soprattutto con spezie ed erbe aromatiche disponibili in loco – le Saison storicamente erano prodotte all’interno delle fattorie con le materie prime da esse coltivate. Come non citare poi le Kerstbier, le tipiche birre natalizie del Belgio, che spesso prevedono l’aggiunta di spezie tipiche del periodo come cannella, zenzero, scorza d’arancia, noce moscata, cardamomo, ecc.

Il Regno Unito

Nel mondo anglosassone è diffuso un approccio più ortodosso alla birra, eppure anche nel patrimonio brassicolo britannico non mancano gli stili con ingredienti aggiuntivi. Un caso molto interessante è rappresentato dai sottostili delle Stout, cioè le tipiche birre scure del Regno Unito. Escludendo le Oatmeal Stout, dove l’integrazione è relativa semplicemente a un cereale diverso dal malto d’orzo (cioè l’avena), in questa sede possiamo citare almeno tre variazioni sul tema. Le Sweet Stout (o Milk Stout) sono prodotte con l’impiego di lattosio, che serve a dare dolcezza e morbidezza contrastando le asperità dei malti scuri. Le Coffee Stout e le Chocolate Stout puntano invece ad amplificare le caratteristiche note dei malti torrefatti con l’aggiunta rispettivamente di caffè e cioccolato. Infine le Oyster Stout rappresentano forse il filone produttivo più eccentrico, poiché prevedono l’impiego di ostriche.

Gli Stati Uniti d’America

Negli Stati Uniti il ricorso alle spezie è piuttosto diffuso. Le Pumpkin Beer, storiche birre alla zucca, sono state riproposte in tempi recenti per cavalcare il successo di Halloween e sono realizzate sulla falsariga della Pumpkin Cake: quindi non solo zucca, ma anche spezie come cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano e altre ancora. Una corrente molto recente è quella delle Pastry Stout, cioè birre scure forti e speziate, con ingredienti “da pasticceria” come vaniglia, cacao, nocciole, sciroppo d’acero e persino marshmallow. Solitamente queste birre sono anche affinate in botti di whisky, bourbon o rum.

La Germania

Infine può sembrare strano, ma anche la rigorosa cultura tedesca presenta una tipologia speziata. È un dettaglio non trascurabile, perché l’evoluzione della scuola brassicola locale si è sviluppata sui dettami dell’Editto della Purezza, che ha storicamente vincolato la produzione ai quattro ingredienti base. Eppure nell’area di Lipsia è sopravvissuta lo stile delle Gose, particolarissime birre di grano realizzate con l’aggiunta di sale, coriandolo e lattobacilli.

Quelli enunciati sono solo alcuni degli stili speziati previsti dalla cultura brassicola internazionale. Anche così però è evidente come l’idea di birre prodotte con spezie o ingredienti speciali non è il frutto estemporaneo della creatività del birraio, ma una consuetudine profondamente radicata nel concetto stesso della nostra bevanda.

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