Le caratteristiche di stile, la storia e gli ingredienti di una birra Blanche

Il ricchissimo patrimonio brassicolo del Belgio ci ha regalato nel tempo tante tipologie di birra differenti, ognuna con attributi e peculiarità uniche. Tra queste si segnalano sicuramente le birre Blanche (chiamate in fiammingo Witbier) che per caratteristiche, gusto e storia rappresentano uno degli stili birrari più interessanti in assoluto. Potrebbero essere considerate le birre di frumento del Belgio, anche se una simile definizione risulterebbe assolutamente riduttiva.

 

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Gli ingredienti

Quando nel mondo della birra incontriamo il colore “bianco”, possiamo essere moderatamente sicuri che abbiamo a che fare con il frumento: questo cereale è, infatti, uno degli ingredienti più importanti nelle birre Blanche. Il modello classico vuole che la ricetta di una Witbier preveda un’ampia percentuale di frumento (comunemente intorno al 50%, in casi più rari 30%-40%), tradizionalmente in forma non maltata. Quest’ultimo aspetto è fondamentale, perché è una delle peculiarità che differenzia le Blanche dalle Weizen, le storiche birre di grano tedesche.

Il frumento, però, non è l’unico ingrediente caratteristico delle Blanche. Queste birre, infatti, sono per definizione speziate e in tal senso sono due gli ingredienti tradizionali impiegati: il coriandolo e la scorza di arancia amara. Lo stile concede al birraio di deviare dalla ricetta tradizionale prevedendo l’aggiunta di altre spezie, la sostituzione o l’integrazione delle scorze di arancia amara con altra frutta – arancia dolce, ma anche agrumi locali come succede spesso per le Blanche italiane – nonché di impiegare ulteriori cereali oltre al malto d’orzo e al frumento (avena e farro in primis).

 

Le caratteristiche

Le Blanche rappresentano lo stile estivo per eccellenza del Belgio. Sono birre relativamente leggere (4,5%-5,5%) e molto rinfrescanti, profumate, facili da bere ma anche discretamente complesse. Il ventaglio aromatico è ovviamente dominato dagli ingredienti speciali: troviamo quindi decise note speziate e di agrumi, che lasciano spazio ai toni rustici del cereale. Al palato sono molto scorrevoli (il corpo è leggero) e il gusto è tendenzialmente dolce, ma la chiusura acidula permette di bilanciare le sensazioni boccali e di esaltare la forza dissetante di questo stile. A livello visivo, le Witbier sono birre chiare dalla schiuma bianca e abbondante, che si distinguono per un aspetto tendenzialmente torbido derivante soprattutto delle proteine in sospensione del frumento.

 

La storia

Le Blanche esistono da almeno 400 anni e sono state a lungo una tipologia birraria ampiamente diffusa nella regione del Brabante orientale, tuttavia furono in punto di scomparire del tutto intorno agli anni ’50 del XX secolo. L’incontrastabile ascesa delle Lager industriali - favorita dalla globalizzazione e dalla standardizzazione del mercato - portò all’estinzione di molti stili birrari tradizionali, fenomeno nel quale rischiarono di ricadere anche le Blanche. In effetti, l’ultimo produttore di Witbier chiuse ufficialmente nel 1955, condannando lo stile alla scomparsa definitiva.

Quello che accadde successivamente è una delle storie più belle della nostra amata bevanda. Pierre Celis era un lattaio che aveva lavorato come garzone per Louis Tomsin, l’ultimo birraio a custodire il segreto delle Blanche. Quando dieci anni dopo aprì il suo birrificio, decise di resuscitare quello storico stile: battezzò la sua birra Hoegaarden (il nome del villaggio in cui aveva sede l’azienda) e la propose sul mercato denotando passione e coraggio. La scelta fu ripagata, perché l’Hoegaarden non solo andò incontro a un successo straordinario, ma spinse i birrifici di tutto il mondo a riproporre questa tipologia.

Purtroppo, a metà degli anni ’80 il birrificio di Celis fu vittima di un incendio e Pierre, non assicurato, fu costretto a vendere il suo marchio alla multinazionale Interbrew (oggi AB Inbev). Successivamente, aprì un nuovo birrificio negli Stati Uniti (ad Austin, in Texas) la cui gestione fu affidata alla figlia Christine. L’impresa però non ottenne il successo sperato e - per cercare un po’ di ossigeno - fu stretto un accordo con il colosso Miller che acquistò totalmente l’azienda nel 2000 (per poi chiuderla l’anno successivo). Oggi Pierre Celis è giustamente considerato una delle figure più importanti e ammirevoli della storia della birra. Si è spento nel 2011 all’età di 86 anni.

 

Conclusioni

Nonostante la loro storia travagliata, oggi le Blanche godono di ottima salute e sono prodotte da tanti birrifici in tutto il mondo. Rappresentano uno degli stili più particolari e intriganti in assoluto e incarnano perfettamente i dettami della cultura brassicola del Belgio. Sono la testimonianza di un modo antico di produrre birra, ma anche una tipologia flessibile con caratteristiche di grande modernità.

 

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