Cosa c'è nel ginger? Ingredienti e differenze con il bitter

 «Un ginger, per favore». Pochi ordini al bar racchiudono un rito così profondamente italiano. Da Nord a Sud, è il simbolo dell'aperitivo analcolico che ha scandito decenni di brindisi e chiacchiere. Il segreto del suo successo intramontabile risiede proprio in quel gusto unico che danza tra il dolce e l'amaro, una formula tanto semplice quanto geniale che ha conquistato intere generazioni.

Eppure, al di là della sua fama, cosa c'è davvero dentro un bicchiere di ginger? Quali ingredienti ne definiscono il sapore e il colore? E qual è, una volta per tutte, la differenza con il suo parente più stretto, il bitter?
È il momento di fare chiarezza, esplorando l'identità, la composizione e le caratteristiche di questa amatissima bevanda italiana.

 

Cos’è il ginger (quello da bere)? 

Quando in Italia si ordina un "ginger", ci si riferisce quasi universalmente a una specifica tipologia di bevanda: un soft drink gassato, completamente analcolico, dal caratteristico colore rosso più o meno brillante e con un gusto distintivo piacevolmente amarognolo.

Storicamente, si è affermato come una delle scelte predilette per l'aperitivo, consumato liscio "on the rocks" con una fetta d'arancia o come base versatile per cocktail semplici e rinfrescanti.

L'origine del suo nome può creare confusione.
Sebbene "ginger" sia la parola inglese per zenzero (Zingiber officinale), la bevanda italiana non è semplicemente una bibita allo zenzero. Il suo profilo aromatico è infatti più complesso e si discosta nettamente da altre bevande internazionali che portano un nome simile, come la ginger beer. Quest'ultima è tipicamente più torbida, ha un gusto molto più pungente di zenzero e, essendo prodotta tramite un processo di fermentazione, può contenere una leggera gradazione alcolica.

Il ginger italiano, al contrario, è un prodotto unico, limpido e sempre analcolico, la cui ricetta è un omaggio alla tradizione dell'aperitivo del nostro Paese.

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Cosa c’è nel ginger?

A una base essenziale di acqua, zucchero e anidride carbonica si aggiunge la complessa miscela di aromi naturali ed estratti vegetali che definisce il carattere inconfondibile del ginger.

La sua firma amarognola, il tratto più distintivo, è ottenuta dall'infusione di varie erbe, spezie o radici, come la genziana.
Contrariamente a quanto il nome suggerirebbe, la radice di zenzero non è un ingrediente obbligatorio: molte ricette, incluse quelle artigianali di pregio, scelgono di non usarla per esplorare profili aromatici differenti.

Anche il suo colore rosso, nelle produzioni di qualità, è un segno di trasparenza: deriva infatti da coloranti di origine vegetale, che evitano l'uso di qualsiasi sostanza di sintesi.

 

Quanto è alcolico il ginger?

Il ginger, inteso come la tradizionale bibita da aperitivo italiana, è completamente analcolico. Nasce infatti come l'alternativa per eccellenza ai bitter alcolici, per includere tutti nel rito del brindisi.

Come già spiegato, è fondamentale non confonderlo con la ginger beer internazionale, che, a causa del suo processo produttivo, può avere una leggera gradazione alcolica.

Il ginger italiano è a tutti gli effetti un soft drink, adatto a ogni età e a ogni momento della giornata.

 

Bitter e ginger sono la stessa cosa? 

No, bitter e ginger non sono la stessa cosa, sebbene condividano il palcoscenico dell'aperitivo e una generica nota amaricante.
Le differenze sono sostanziali e riguardano il gusto, gli ingredienti e l'intensità.

Il ginger si distingue per un profilo più morbido e accessibile. La sua nota amara è bilanciata da una componente dolce e spesso agrumata più pronunciata, che lo rende estremamente beverino.

Il bitter, sia nella sua versione alcolica che in quella analcolica, ha un carattere decisamente più marcato. La sensazione amara è più intensa, secca, complessa e persistente, derivata da una miscela più ricca e concentrata di erbe e radici. Anche il colore tende a essere più cupo e profondo, spaziando dal rosso rubino all'ambrato.

In sintesi, mentre il ginger gioca su un equilibrio di dolcezza e una leggera amarezza, il bitter fa dell'amaro intenso e complesso la sua vera firma.

Ginger image

Ginger

€ 1,80

Ginger Baladin è il risultato di anni di tradizione e ricerca italiana. Se è vero che le cose più buone sono quelle semplici, questo ginger è davvero eccellente. Pochi, infatti, sono gli ingredienti che lo compongono e accuratamente selezionati: acqua, zucchero di canna, succo di limone, anidride carbonica e l’inconfondibile infuso d’erbe e scorze di arancia amara. Infine, troviamo anche alcune spezie e la vaniglia che gli conferiscono tutto il profumo e il sapore. Attenzione: non contiene zenzero.

Come viene fatta la bibita ginger?

Il processo produttivo di un ginger, pur variando nei dettagli, segue alcuni passaggi fondamentali.

  1. Tutto parte dalla creazione di uno sciroppo base, dove l'acqua viene miscelata con lo zucchero e la ricetta segreta di aromi naturali, estratti vegetali e spezie che daranno alla bevanda il suo sapore caratteristico.

  2. A questo sciroppo viene poi aggiunta una soluzione di coloranti naturali per conferire il tipico colore rosso.

  3. La miscela viene quindi diluita con altra acqua fino a raggiungere la concentrazione desiderata.

  4. Il passaggio successivo è la carbonazione: alla bevanda viene aggiunta anidride carbonica sotto pressione per renderla gassata.

  5. Infine, il prodotto viene imbottigliato e, nella maggior parte dei casi, pastorizzato per garantirne la stabilità e la conservazione nel tempo.

Non tutti i ginger sono uguali: la scelta artigianale

Se la ricetta classica del ginger ha definito un'intera categoria, la sua evoluzione naturale si trova oggi nelle versioni artigianali. Qui la filosofia cambia: l'obiettivo è creare un prodotto di qualità superiore partendo da un'etichetta corta, anzi cortissima. Si scelgono materie prime eccellenti, si lavora con infusi naturali e si rifiuta ogni scorciatoia, lasciando parlare solo il gusto genuino degli ingredienti.

Il Ginger Baladin è l'emblema di questo approccio. 

La sua etichetta è semplice e trasparente, fedele alla promessa di tutte le bibite Baladin: zero coloranti e conservanti artificiali. 

A una base di acqua, zucchero di canna e succo di limone si unisce il cuore del suo sapore: un inconfondibile infuso di erbe aromatiche e scorze di arancia amara, arricchito da un tocco finale di spezie e vaniglia. 

E, a dispetto del nome, una precisazione importante: non contiene zenzero.

Il risultato è il re incontrastato dell’aperitivo, un prodotto genuino che brilla da solo ma si esalta in miscelazione.

Provatelo con ghiaccio e una fetta d'arancia, miscelato con vino bianco o persino con la birra. Le sue note agrumate lo rendono perfetto per un cocktail fresco, magari con il bordo del bicchiere impreziosito da zucchero di canna, per un'esperienza indimenticabile.

 

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