Negli ultimi tempi si vedono sempre più lattine di birra artigianale sugli scaffali dei beer-shop e nelle vetrine frigo dei pub. Fino a qualche anno fa sarebbe stato semplicemente impensabile per il mercato italiano: in principio, infatti, fu la birra in bottiglia da 75cl a dare lustro al comparto artigianale e solo in seguito - molto in seguito - iniziarono a farsi largo le sorelle minori da 33cl.
Le bottiglie per birra si trovavano anche nei formati da 50cl, più raramente in altre dimensioni. In ogni caso, la birra era considerata solo se in bottiglia.
Il punto (e anche la cosa più interessante) è che oggi entrambi i formati possono essere scelte premium: non esiste un “contenitore giusto” in assoluto. Esistono birre e momenti diversi, e lattina e bottiglia hanno ciascuna una logica precisa, soprattutto nel mondo artigianale.
I consumatori in Italia hanno sempre considerato la lattina come prodotto da discount, di fascia bassa, tanto di prezzo quanto qualitativamente. Il vetro invece evoca il vino, la serata in ristorante, il prodotto ricercato. Alcuni birrifici decisero di farsi creare bottiglie su misura per le loro birre in modo tale che fossero serigrafate, brandizzate o, comunque, con un qualche tocco di personalizzazione.
La situazione, tuttavia, non si presentava uguale in tutto il mondo: all’estero - in Gran Bretagna specialmente - le birre in lattina erano considerate positivamente e lo stesso valeva per il Nord America. Grazie all’esportazione internazionale di queste diverse abitudini di consumo, il panorama italiano è cambiato in modo molto repentino tanto che alcuni birrifici italiani hanno deciso di lanciare sul mercato le loro birre in lattina.
Se prima la lattina era letta come “risparmio”, oggi per molti produttori è diventata anche una scelta tecnica. E qui arriviamo al cuore della questione: protezione, tenuta e praticità da una parte; tradizione, evoluzione e servizio dall’altra.
Quali sono i vantaggi della birra in lattina rispetto a quella in bottiglia?
La luce è un nemico giurato della birra: per questo le bottiglie sono solitamente di colore marrone scuro in modo da limitare (e in alcuni casi ridurre a zero) l’ingresso della luce, la lattina garantisce l’assoluta barriera e dunque la protezione perfetta. È anche vero che una buona bottiglia scura fa già un grande lavoro: la lattina “chiude” il problema alla radice, ma il vetro ambrato resta una soluzione affidabile, soprattutto se la birra è conservata bene.
L’aria porta a un’ossidazione che può cambiare non solo il colore della birra, ma anche i suoi profumi e sapori. La lattina, se correttamente lavorata, garantisce tenuta stagna.
Qui sta l’onestà dell’articolo: la lattina è ottima, ma richiede precisione. Se la macchina di riempimento non è perfetta, il rischio di immissione di ossigeno esiste. È per questo che, nel craft, la qualità non dipende solo dal formato, ma da impianto, controlli e processo.
La bottiglia occupa molto spazio sia nel frigorifero sia sugli scaffali; le lattine - pur con una forma cilindrica - sono più compatte e, soprattutto si possono sovrapporre, l’una all’altra. Tra l’altro è più difficile che vengano riposte al contrario od orizzontalmente. In questo modo abbiamo da un lato praticità, dall’altro rispetto per una birra viva che presenta ancora lieviti al suo interno: questi evitano così di essere scossi e sottoposti a stress e possono depositarsi liberamente sul fondo senza infastidire la bevuta.
La bottiglia però vince quando parliamo di formati conviviali (75 cl) e di servizio “da tavola”: è una praticità diversa, più legata all’esperienza.
L’alluminio, al pari del vetro, è riciclabile ma più leggero: questo è un vantaggio perché, considerando anche lo spazio che occupano le lattine, si può trasportare un volume maggiore di birra rispetto alle bottiglie ad un costo inferiore. Questo fa bene non solo al portafoglio, ma soprattutto all’ambiente.
Alcune birre sono state pensate per essere consumate direttamente dalla lattina che, quindi, si apre molto facilmente e permette di gustarla in qualsiasi momento, posto e situazione. In ogni caso, se possibile, è meglio bere una birra artigianale nel suo bicchiere.
Il vetro non è solo immagine “da ristorante”: è anche un formato che spesso si sposa bene con:
Come già accennato nel testo, la luce è nemica: la bottiglia scura riduce molto il rischio, ma servono anche buona conservazione e scaffali non troppo illuminati.
Riprendendo il tuo punto: alcune birre particolarmente gasate (es. Gueuze) trovano nel vetro un alleato perché gestisce bene pressioni elevate.
È più ingombrante e pesante della lattina, e se parliamo di bottiglie chiare o conservate male, la luce può diventare un problema. Qui il formato conta, ma conta ancora di più come viene trattata la birra dopo l’acquisto.
Ci sono, inoltre, alcune birre che in lattina non darebbero il meglio di sé: è il caso dei Barley Wine di tradizione anglosassone, birre da meditazione che possono ancora maturare a lungo (anche 15 o 20 anni dopo il confezionamento). Lo stesso vale per birre particolarmente gasate, per esempio le Gueuze - dette anche lo Champagne di Bruxelles - perché il vetro sopporta bene alte pressioni (a differenza delle lattine).
Se l’obiettivo è massimizzare freschezza e protezione (luce, trasporto, frigo), la lattina è spesso una scelta intelligentissima, soprattutto per birre che vuoi bere nel loro momento migliore, non dopo anni.
Gite, eventi, outdoor, frigo pieno, poco spazio: qui la lattina è imbattibile per comodità.
In conclusione, come spesso accade, la risposta non è univoca: l’uso della lattina va caldeggiato ma anche ponderato soprattutto in presenza di birre artigianali. In ogni caso, le lattine sono ancora ben lungi dallo scalzare le bottiglie dal mercato brassicolo.
Ed è anche giusto così: lattina e bottiglia non si escludono, si completano.
La lattina è una grande alleata per protezione e praticità (se confezionata a regola d’arte). La bottiglia resta regina per esperienza di servizio, formati condivisi e certe birre che meritano tempo e pressione. Alla fine la scelta migliore è quella che rispetta la birra che stai bevendo e il contesto in cui la bevi.