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Tipi di birra nel mondo: stili, origini e differenze | Baladin

Scritto da Staff Baladin | 26-gen-2023 10.30.00

 Parlare di tipi di birra significa entrare in un universo vastissimo, dove storia, geografia, tecniche produttive e cultura del gusto si intrecciano continuamente. La straordinaria varietà del mondo brassicolo può essere organizzata in stili birrari, cioè categorie di birre che condividono caratteristiche comuni dal punto di vista storico, produttivo e organolettico.

 

 

Conoscere i principali tipi di birra non vuol dire solo distinguere una chiara da una scura o una leggera da una più alcolica. Significa capire come alcune tradizioni siano nate, perché abbiano preso forma proprio in certi territori e quali ingredienti, lieviti, tecniche e abitudini di consumo abbiano contribuito a renderle riconoscibili.

 

Cosa si intende per tipi di birra e stili birrari

Quando si parla di tipi di birra, spesso si fa riferimento agli stili. Uno stile birrario non è soltanto una ricetta, ma una sintesi di diversi fattori: origine geografica, metodo produttivo, cereali impiegati, lievito, profilo aromatico, gradazione alcolica e tradizione culturale.

È per questo che gli stili birrari aiutano a orientarsi nel mondo della birra in modo più preciso. Non sono etichette rigide in senso assoluto, ma strumenti utili per comprendere perché una Saison belga, una Stout inglese o una Pils ceca risultino così diverse tra loro.

 

I tre grandi tipi di birra: Ale, Lager e fermentazione spontanea

Tutti gli stili birrari possono essere ricondotti a tre grandi famiglie. Le due più estese coprono quasi tutta la produzione mondiale: alta fermentazione e bassa fermentazione. A queste si aggiunge una famiglia più piccola ma importantissima dal punto di vista storico e culturale: quella delle birre a fermentazione spontanea.

Birre ad alta fermentazione

Le birre ad alta fermentazione, chiamate anche Ale, sono prodotte con lieviti del ceppo Saccharomyces cerevisiae, che lavorano al meglio a temperature più elevate, indicativamente tra 13 e 23 °C.

In questi tipi di birra, il lievito può contribuire in modo evidente al profilo aromatico, sviluppando note fruttate, speziate o complesse. È una delle ragioni per cui il mondo delle Ale è così ricco di sfumature.

Birre a bassa fermentazione

Le birre a bassa fermentazione, cioè le Lager, usano invece lieviti del ceppo Saccharomyces pastorianus, che operano meglio a temperature più basse, tra 7 e 10 °C.

In genere, nelle Lager il lievito resta più discreto e lascia emergere con maggiore nitidezza equilibrio, pulizia, componente maltata e talvolta il contributo del luppolo. Sono i tipi di birra più diffusi su scala mondiale.

Birre a fermentazione spontanea

Esiste poi il piccolo ma prezioso universo delle birre a fermentazione spontanea. In questo caso il birraio non inocula direttamente il lievito nel mosto: il liquido caldo viene esposto all’aria e fermenta grazie ai microrganismi presenti nell’ambiente.

Si tratta di produzioni profondamente legate al territorio, al microclima e alla tradizione locale. Sono birre che raccontano in modo quasi irripetibile il luogo in cui nascono.

 

 

Tipi di birra inglese: gli stili del Regno Unito

L’Inghilterra è una delle grandi patrie dell’alta fermentazione. Qui il pub è storicamente molto più di un semplice locale: è uno spazio sociale e culturale. I lieviti inglesi, spesso poco invasivi sul piano aromatico, lasciano grande spazio all’espressione di malti e luppoli.

Porter e Stout

Tra i più celebri tipi di birra inglese troviamo Porter e Stout. Le Porter emersero dalla lunga tradizione delle brown beer e si diffusero soprattutto a Londra durante la Rivoluzione Industriale. In seguito furono gradualmente superate da birre più chiare, lasciando il testimone alle Stout.

Le Stout condividono con le Porter una forte identità scura e note che richiamano caffè, cioccolato e liquirizia, grazie all’uso di malti scuri. Nel tempo hanno dato origine a numerose varianti, tra cui Russian Imperial Stout, Sweet Stout, Oatmeal Stout, Export Stout e Oyster Stout.

Bitter e Pale Ale

Le Bitter, chiamate anche Pale Ale, sono state per molto tempo le birre quotidiane dell’Inghilterra. Si affermarono nel XIX secolo nei pub britannici, sostituendo gradualmente le Porter.

Sono birre dalla grande bevibilità, con note di biscotto, cereale, frutta secca e un finale delicatamente amaro. Rappresentano uno dei tipi di birra più importanti per comprendere l’identità brassicola inglese.

India Pale Ale

Tra i tipi di birra più famosi al mondo ci sono naturalmente le India Pale Ale. La loro origine è legata alle “India beer” destinate alle colonie britanniche in India e al lavoro dei birrifici inglesi dell’Ottocento.

Le IPA nacquero come versioni più alcoliche e più luppolate delle Pale Ale. Dopo un lungo periodo di marginalità, sono state recuperate e trasformate dai birrifici americani, fino a diventare uno dei simboli globali della birra artigianale contemporanea.

Mild e Barley Wine

La tradizione inglese ha conosciuto anche una storica distinzione tra birre da bere giovani e birre da lasciare maturare più a lungo. Oggi questo retaggio sopravvive in parte negli stili Mild e Barley Wine.

Le Mild sono in genere birre marrone-rossastre, leggere, morbide, con richiami a nocciola, caramello e tostato. I Barley Wine, al contrario, sono tra i tipi di birra più alcolici della tradizione britannica: complessi, intensi, da sorseggiare lentamente e spesso adatti a un’evoluzione nel tempo.

 

Tipi di birra belga: tradizione, lievito e fermentazioni speciali

Il Belgio è, insieme all’Inghilterra, un altro grande riferimento per l’alta fermentazione. Qui però il lievito diventa spesso protagonista assoluto, con una presenza aromatica che può essere fruttata, speziata, pepata o vinosa.

Saison

Le Saison nacquero in ambito rurale, soprattutto nelle fattorie della Vallonia. La tradizione le lega ai lavoratori stagionali impiegati nei campi durante l’estate.

Sono birre complesse ma scorrevoli, spesso prodotte anche con spezie o con una quota di cereali diversi dall’orzo. Il loro profilo è tipicamente agrumato, speziato e secco, con una chiusura che invita al sorso successivo.

Dubbel e Tripel

Tra i tipi di birra belga più rappresentativi ci sono le Dubbel e le Tripel, profondamente legate anche alla tradizione monastica.

Le Dubbel sono birre ambrate, ricche, tendenzialmente morbide, in cui convivono note maltate e sentori di frutta scura. Le Tripel sono invece chiare, strutturate, alcoliche ma slanciate, con richiami alla frutta gialla, agli agrumi e alle spezie, bilanciati da una buona secchezza finale.

Blanche

Le Blanche, dette anche Witbier, sono le classiche birre di frumento del Belgio. Vengono prodotte con percentuali elevate di frumento non maltato e aromatizzate con coriandolo e scorza di arancia amara.

Sono chiare, velate, fresche e dissetanti, con un profilo in cui si alternano sensazioni speziate, agrumate e una lieve sfumatura acidula.

Oud Bruin e Flemish Red Ale

Tra i tipi di birra belga più antichi sopravvissuti fino a oggi ci sono anche Oud Bruin e Flemish Red Ale, entrambe figlie della tradizione acida delle Fiandre.

Le prime, tipiche delle Fiandre orientali, hanno un’acidità prevalentemente lattica. Le seconde, originarie delle Fiandre occidentali, presentano una componente più acetica. In entrambi i casi, l’acidità si intreccia con una buona base maltata e con profili aromatici di grande complessità.

Lambic e Gueuze

Il Lambic è uno dei tipi di birra più particolari al mondo. È il simbolo della fermentazione spontanea e nasce in un’area precisa del Belgio, il Pajottenland, a sud-ovest di Bruxelles.

Il mosto, dopo la bollitura, viene esposto all’aria in vasche aperte e fermenta grazie ai microrganismi ambientali. La maturazione, lunga e interamente in legno, dà vita a birre acide e complesse, con note che possono evocare cantina, sidro, agrumi, fiori di campo e suggestioni rustiche.

Dalla miscela di Lambic di annate diverse nasce la Gueuze, rifermentata naturalmente in bottiglia e in genere più tesa, elegante ed effervescente.

Kriek, Framboise e Fruit Lambic

All’interno della tradizione del Lambic, l’aggiunta di frutta ha dato origine a stili amatissimi. Le Kriek vengono realizzate con ciliegie, le Framboise con lamponi, mentre altri Fruit Lambic possono prevedere uva, albicocche, pesche o prugne.

In queste birre, il contributo del frutto si sovrappone alla complessità della fermentazione spontanea, creando risultati molto identitari.

 

Tipi di birra tedesca: il mondo delle Lager e non solo

Se il Belgio è il regno dell’alta fermentazione, la Germania è la patria della bassa fermentazione. Qui le Lager si affermarono in modo sistematico nel XIX secolo, diventando il cuore della tradizione brassicola nazionale.

Dunkel e Helles

Le Dunkel e le Helles sono due grandi classici di Monaco di Baviera. Le prime sono birre ambrate o brune, equilibrate, con aromi di caramello, nocciola e tostato leggero. Le seconde sono dorate, morbide, bilanciate e rappresentano l’espressione più quotidiana della bevibilità tedesca.

Weizen

Tra i tipi di birra tedesca più riconoscibili ci sono poi le Weizen, birre di frumento ad alta fermentazione. Si distinguono per l’aspetto opalescente e per le celebri note di banana matura e chiodi di garofano.

Sono rinfrescanti, facili da bere, leggermente acidule e possono contenere alte percentuali di frumento maltato.

Bock e Doppelbock

Le Bock sono le tradizionali birre forti e invernali della Germania. Hanno corpo medio, buona componente maltata e una tendenza dolce percepibile ma equilibrata.

Le Doppelbock ne rappresentano una versione più intensa: più alcoliche, più piene, più ricche sul piano aromatico, con note frequenti di caramello, tostato e frutta secca.

Kölsch e Altbier

Non tutti i tipi di birra tedeschi sono Lager. A Colonia e Düsseldorf sopravvivono due stili ad alta fermentazione che testimoniano un’antica tradizione.

Le Kölsch sono chiare, secche, leggere e molto bevibili, con un profilo che può oscillare tra il floreale e il mielato. Le Altbier sono invece più ambrate, con note di nocciola e un leggero tostato. Entrambe prevedono una lunga maturazione a freddo e una forte identità territoriale.

 

Tipi di birra ceca: l’origine della Pils

La Repubblica Ceca occupa un posto decisivo nella storia dei tipi di birra per aver dato origine alla Pils. La prima Pils della storia fu prodotta a Plzen nell’ottobre del 1842 da Josef Groll.

Pils

Quella creazione, destinata a diventare la Pilsner Urquell, cambiò il mondo brassicolo: dorata, limpida, elegante, con un amaro ben presente ma armonico, diede il via al successo planetario delle birre chiare a bassa fermentazione.

Il ruolo del luppolo Saaz e dell’acqua morbida locale fu determinante nel definire uno stile che ancora oggi è tra i più influenti al mondo.

 

Tipi di birra americana: la rivoluzione craft

Gli Stati Uniti rappresentano il centro più dinamico della birra artigianale contemporanea. La cosiddetta rivoluzione craft, iniziata alla fine degli anni Settanta, ha ripreso stili europei storici, li ha reinterpretati e ha creato nuovi standard, soprattutto sul fronte delle birre luppolate.

American IPA

Le American IPA sono la reinterpretazione statunitense delle IPA inglesi. I luppoli americani ne sono il tratto distintivo: regalano note agrumate, resinose, tropicali e un amaro più deciso.

Double IPA

Con le Double IPA, i birrifici americani hanno spinto ancora più in là le caratteristiche delle IPA: più alcol, più luppolo, più intensità. Sono birre che hanno definito un’intera stagione del gusto craft internazionale.

American Pale Ale

Prima dell’esplosione delle IPA, il punto di riferimento erano le American Pale Ale. Più chiare delle corrispettive inglesi, più focalizzate sul luppolo e meno sui malti, sono state tra i tipi di birra più importanti per la diffusione della cultura artigianale americana.

California Common e Cream Ale

Tra i recuperi storici più interessanti troviamo le California Common e le Cream Ale.

Le prime sono birre ambrate nate nell’area di San Francisco, con l’uso di lieviti Lager fatti lavorare a temperature più alte e con profili aromatici rustici, maltati e leggermente tostati. Le seconde sono birre ad alta fermentazione prodotte “come se fossero” basse, chiare, secche, frizzanti e molto scorrevoli.

 

Altri tipi di birra da conoscere: Francia, Italia e Nord Europa

Anche se le grandi nazioni brassicole catalizzano gran parte dell’attenzione, esistono altri tipi di birra che meritano spazio.

Bière de Garde

Nel nord della Francia troviamo le Bière de Garde, vicine per certi versi alle Saison belghe ma in genere più maltate, meno speziate e meno amare. Erano storicamente prodotte in primavera e lasciate maturare a lungo per essere bevute in estate.

Italian Grape Ale

Tra i contributi più originali dell’Italia contemporanea ci sono le Italian Grape Ale, uno stile che crea un ponte tra birra e vino grazie all’uso di mosto d’uva o, più raramente, del frutto stesso.

Possono essere chiare o scure, leggere o strutturate, acide o non acide, con o senza passaggio in legno. Il tratto essenziale è che il carattere del vitigno sia percepibile senza cancellare l’identità birraria.

Sahti e Grodziskie

Si possono infine citare anche il Sahti finlandese, birra rustica, forte e dolce realizzata con segale e ginepro, e la Grodziskie polacca, uno stile a base di frumento affumicato, molto carbonato, secco e rinfrescante.

 

Turismo birrario: viaggiare per scoprire i tipi di birra

Più si conoscono le origini degli stili, più diventa naturale volerli incontrare nei luoghi in cui sono nati. È da qui che cresce il turismo birrario, un fenomeno sempre più rilevante per chi vuole approfondire davvero i diversi tipi di birra.

Viaggiare in Belgio per capire il Lambic, in Germania per bere una Keller o una Helles nel suo contesto, oppure negli Stati Uniti per toccare con mano la cultura craft, significa andare oltre il semplice consumo. Vuol dire leggere il territorio attraverso la birra e la birra attraverso il territorio.

 

In sintesi: come orientarsi tra i diversi tipi di birra

Orientarsi tra i tanti tipi di birra vuol dire imparare a riconoscere alcune grandi famiglie e poi lasciarsi guidare dagli stili, dai Paesi e dalle tradizioni.

Ale, Lager e fermentazioni spontanee sono il punto di partenza. Da lì si aprono mondi molto diversi: le scure inglesi, le abbaziali belghe, le Pils ceche, le Lager tedesche, le IPA americane, fino alle interpretazioni più originali emerse in Italia e nel Nord Europa.

Ed è proprio questa ricchezza a rendere il mondo della birra così appassionante: ogni stile racconta una storia, ogni territorio lascia una traccia, ogni bicchiere è anche un viaggio.