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Baladin birrificio agricolo a sostegno della filiera italiana

Scritto da Staff Baladin | 16-set-2020 10.04.19

Baladin crede da sempre nell’importanza della filiera agricola italiana impegnandosi direttamente nella produzione della materia prima che utilizza e trasformandosi, nel gennaio 2012, in un birrificio agricolo.

Per Teo Musso, fondatore del birrificio Baladin, produrre birra made in Italy significa da un lato creare ricette originali utilizzando l’estro riconosciuto a livello mondiale ai mastri birrai italiani; dall’altro utilizzare, almeno in parte, materie prime (come l’orzo) coltivate in Italia.

Dalla Terra alla Birra. È questo il motto che ha guidato negli anni la comunicazione fatta dal birrificio per far comprendere agli italiani che la birra è un prodotto della natura tanto quanto il vino. Fondamentale è, pertanto, selezionare con cura le materie prime che assumono anche un ruolo di identificazione sicura della provenienza del prodotto.

Dal 2019, Teo ha assunto la carica di presidente del consorzio Birra Italiana, nato per sostenere e sviluppare la filiera agricola italiana per la produzione di birra artigianale. Vi partecipano produttori di birra artigianale, agricoltori, trasformatori di materie prime e Coldiretti.

Un lungo percorso di consapevolezza

Ripercorriamo le tappe di un percorso - di pensiero e di progressi pratici - iniziato da Teo Musso parecchi anni fa con lo scopo di assumersi la responsabilità in prima persona dell’intero ciclo di produzione delle proprie birre, partendo dalla terra e creando una c corta per il reperimento delle materie prime.

L’obiettivo finale, perseguibile attraverso la produzione e vendita delle birre artigianali Baladin, è sostenere questo ciclo producendo ricchezza ma anche valori etici e partecipando attivamente al sostegno delle tante famiglie che operando in questa filiera.

Nel 2006, nasce il progetto filiera moralmente controllata con una sperimentazione di coltura di cereali (orzo distico primaverile) in 4 ettari, a Piozzo.

Dal 2007 vengono aggiunti 10 ettari di campi in Basilicata - regione scelta per le caratteristiche del terreno e climatiche - che divennero 25 nel 2009 e 68 nel 2011. Attualmente, gli ettari coltivati sono più di 300 a cui si aggiungono i campi nelle Marche, dove si produce orzo distico primaverile biologico. È in atto un processo di trasformazione di tutta la coltivazione in biologica. I terreni vengono mantenuti fertili attraverso la rotazione delle colture.

L’orzo da maltare coltivato è il distico primaverile, adatto per la produzione di birra, nelle varietà Brema e Scarlett. Nei campi di Piozzo, per ragioni climatiche, sono coltivati cereali utilizzati crudi come il grano tenero, l’orzo e la segale.

La maltazione dell’orzo è affidata alla malteria indipendente Agroalimentare Sud di Melfi che lavora su specifiche fornite dai mastri birrai del birrificio per soddisfare le particolari esigenze di disgregazione del malto per l’estrazione delle sostanze proteiche.

Baladin diventa un birrificio agricolo

Baladin è un birrificio agricolo dal primo gennaio 2012.

Una tappa fondamentale di un percorso di consapevolezza e attenzione per proporre birre made in Italy da filiera corta e che possa attuarsi attraverso politiche di economia circolare.

Se la birra è Dalla Terra al Bicchiere, il materiale di scarto viene riutilizzato per tornare alla terra. Le trebbie (scarto della lavorazione del cereale) vengono conferite ad allevatori come mangime animale mentre le acque di lavaggio vengono depurate e conferite al consorzio dell’acqua piozzese per irrigare i campi.

Nazionale è la prima birra 100% italiana. Un simbolo per la filiera agricola italiana ma anche una tappa di un percorso di trasformazione della produzione del birrificio Baladin che, nel prossimo futuro, proporrà l’intera gamma prodotta solo con materie prime nazionali (ad eccezione di alcune spezie).

Il luppolo coltivato in Italia

Il luppolo è un elemento chiave nella produzione della birra.

Il birrificio agricolo Baladin, grazie alla collaborazione e ad un investimento in comune con l’Istituto Agrario di Cussanio (Cuneo) e l’azienda Tecnogranda, ha realizzato nel 2008 la prima coltivazione sperimentale di luppolo in Italia di dimensioni sufficienti per una produzione rilevante di birra.

Il luppoleto di Cussanio (Cuneo) è stato pensato con lo scopo di creare conoscenza e produrre un quantitativo sufficiente di fiori per iniziare la produzione di una birra 100% italiana.

Nel 2016, la coltivazione è stata integrata con un ulteriore impianto di 1 ettaro di estensione poche centinaia di metri dalla sede del birrificio. Nel 2019 è entrato a fare parte della rete di aziende agricole Baladin, coinvolte nel progetto 100% birra italiana, un coltivatore cuneese, portando ulteriori 5 ettari di luppoleto a cui se ne aggiungeranno altri 3 nei prossimi anni.

Sperimentare significa investire nel progetto per esplorare ogni tecnica o strumento al fine di rendere sostenibile una coltivazione italiana.

Nasce da qui la Italian Hop Machine, macchinario agricolo creato per separare le infiorescenze utili per la produzione dalla pianta, direttamente nel campo.

L’ambizione del birrificio agricolo Baladin è di contribuire attivamente allo sviluppo della filiera agricola italiana riconducibile alla produzione di birra artigianale. Tutte le sue energie sono focalizzate nel proporre una vera birra made in Italy.


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