di Marco Bailone e Teo musso
Mastro Teo mi disse: "ho un' idea, si potrebbero fare due storie, una di uno che fa la birra e l' altra di uno che fa la musica, ognuna raccontata da tre quadri, e queste due storie si incontrano in un quadro che mettiamo dietro al palco". Tornai a casa insieme a Monsieur Breton e parlammo di questo, del possibile rapporto tra l' alchimia e la fabbricazione della birra,la nascita di questa bevanda in mezzo ai vapori, cotture, raffreddamenti, la ricerca di un sottil equilibrio fra i diversi ingredienti. Monsieur Breton mi raccontò di un suo progetto anche sulla musica, ideata come l' incrociarsi di due continue sorgenti di suono, come se, lanciando due sassolini nell' acqua, i punti di unione dei cerchi concentrici da loro formati, fosse una fontanella sonora, e così a lungo parlammo dell' effetto moirè. Mastro teo mi disse in seguito: "sei pronto? facciamo una festa il 6 di febbraio!" Ricevuta questa notizia mi chiusi in casa per un certo tempo, e la clausura pittorica ha portato questi sette quadri.
Un ringraziamento particolare a Stefania Orcellet e Alessia Giuliano.

Il nostro amico Birraio passeggia per i campi di grano, osserva le spighe d'orzo, cerca la sia prima materia. Osserva la natura, calcola, pensa e studia i pesi e le misure, il regime del fuoco, l'armonia dei sapori. Macina il cereale maltato, la brasserie si immerge in un balletto di vapori.
Tutto comincia dalle materie prime, il malto d'orzo viene macinato e miscelato con l'acqua, portato a temperatura viene filtrato e liberato dalle scorze del chicco di malto. Il mosto viene portato ad ebollizione, durante la quale viene aggiunto il luppolo, dopodichè viene raffreddato e portaro alla temperatura di fermentazione. All'interno dei fermentatori viene aggiunto il lievito al processo fermentativo. La birra viene fatta maturare in bottiglia o in fusti e quindi si versa con piacere in un bicchiere. 
In alto possiamo intuire i lieviti che si dedicano a divorare quello che trovano all'interno dei fermentatori. Durante questa frenetica attività fermentante si riproducono a dismisura, aiutati anche dalla musica che possono ascoltare attraverso le cuffie che il mastro birraio ha posto sopra i fermentatori. In basso il lupo verde e la tortorella inscenano la lotta del gusto, l'amaro e il dolce. Il birraio degusta la birra, con gli occhi, naso e con la bocca, il gusto è come un fulmine giallo.
La musica inizia con un rituale: la nostra protagonista si lascia trasportare dal suono ossessivo del tamburo e volteggiando sopra il fuoco pensa ai suoi antenati, al loro canto dolce sotto le montagne, a una danza primordiale. 
La nostra amica si lascia cuocere tra i vapori del tino come la birra, a lato ci sono due musicisti e sopra un suonatore di sint, un luppolo occhieggia verde tra i vapori turchesi. 
La musica è pronta, la nostra amica musicista suona alla luna, mentre il suono antico del movimento dei pianeti, delle stelle, del canto di un uccello verde, dei martelli dei fabbri si mescolano armoniosi con l'aria argentina della notte. 
Dalla lingua di MADRE NATURA si snoda il corpo verde del Bevitore Sacro che acccoglie e miscela esteticamente dentro di se la birra e la musica, attraverso i suoi due canali, uno che parte dalla bocca e l'altro che parte dall'orecchio, che, dopo essersi incrociati, si dirigono uno ad aprire il terzo occhio e l'altro ad illuminare il seme d'oro all'interno del cuore. Sotto il segno del sole, sulla mano sinistra, il birraio offre il suo pane liquido mentre sulla mano destra, sotto il segno della luna, la Musicista offre la sua melodia circolare.
Marco Bailone
www.bailone.it
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